IL MULINO.
Un’identità
che entra in scena.
Un teatro è un luogo che mette in relazione persone e storie. Il mio lavoro: dare a quell’incontro una forma riconoscibile, dalla prima locandina al primo clic.
Prima il luogo.
Poi il
segno.
Il punto di partenza è l’architettura del Mulino: le coperture ondulate e il ritmo dei pilastri. Nel mio bozzetto questi elementi diventano una prima sintesi, da cui prende forma il pittogramma.
Curva + ritmo.
La curva introduce movimento e trasformazione. Le verticali danno struttura al segno. Nel pittogramma, la forma complessiva costruisce la M e il vuoto centrale suggerisce la T.
Un luogo.
Molte
voci.
Un’unica identità.
Per Il Mulino ho lavorato a un linguaggio capace di accompagnare il teatro in ogni punto di contatto: i materiali che si portano a casa, i segni che accolgono all’ingresso, le pagine che si visitano prima di scegliere uno spettacolo.
Il progetto nasce all’interno del mio lavoro in AUDERE. Il filo che tiene insieme le diverse applicazioni è la riconoscibilità: cambiano il supporto e il contenuto, ma il teatro resta sempre presente.
Dal segno al sistema
Una grammatica visiva che può passare dal piccolo formato di un biglietto alla presenza fisica di uno stendardo.
Dalla carta allo schermo
La stessa identità accompagna il programma editoriale e il sito web, che ho progettato e realizzato.
Un segno.
Il ritmo di un luogo.
Verticali nette e una curva magenta: la struttura incontra il movimento. Attorno al marchio, il contrasto tra blu profondo e crema lascia spazio ai contenuti e rende gli accenti immediatamente riconoscibili.
Una presenza
che si riconosce.
Prova il marchio su tre fondi chiari. Il primo appartiene alla palette del progetto; gli altri due sono fondi di confronto per questa presentazione.
CREMA · #FCFCF3
La stessa voce.
Su un altro
palco.
Il sistema prende forma nei materiali. Il marchio firma, la tipografia organizza, il segno magenta attraversa le composizioni. Qui, gli studi di applicazione sviluppati per esplorare le possibilità dell’identità.
Una stagione
da
sfogliare.
Nel libretto della stagione 2026/2027, il sistema incontra i contenuti reali: volti, titoli, date e informazioni. La grafica dà ritmo alla lettura, alterna pieni e vuoti e costruisce una continuità tra uno spettacolo e il successivo.
Dalla copertina alle pagine interne, un racconto che può continuare anche fuori dal teatro.
01 / 05 — Copertina
La grafica
ti
accoglie.
Quando l’identità incontra l’architettura, diventa anche orientamento. Stendardi, vetrate e biglietteria portano il linguaggio del teatro nei luoghi del passaggio e dell’incontro.
Studi di applicazione ambientale e simulazioni sui luoghi del teatro.
La visita comincia
prima di arrivare.
Ho portato l’identità anche sul web, progettando e realizzando il sito del teatro: uno spazio per scoprire la stagione, conoscere Il Mulino e trovare le informazioni per partecipare.
Studio della direzione visiva. Il sito online è consultabile dal link.
Dal programma
alla partecipazione.
Un’identità che accompagna la navigazione e lascia il centro della scena agli spettacoli, alle persone e alle informazioni.
Visita il sito del teatro
Il segno prende vita.
Il loader originale del progetto.
Un teatro.
Una presenza.
Dal segno alla pagina, dalla facciata allo schermo: il mio lavoro su Il Mulino tiene insieme identità, contenuti e luoghi.
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